Dichiarazione del ANCI Emilia-Romagna e Sindaco di Imola, Marco Panieri
Stamattina si è svolta in Regione Emilia-Romagna la cerimonia di sottoscrizione da parte di tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali aderenti del nuovo Patto per il lavoro, il clima e – novità – l’economia sociale. Il terzo pilastro aggiorna gli obiettivi strategici e i processi trasversali che compongono la visione condivisa di futuro a fronte di quanto sta accadendo a livello locale e globale, ed è quello che più racconta l’idea di sviluppo e di benessere che l’Emilia-Romagna intende perseguire come sistema.
Tra i firmatari anche ANCI Emilia-Romagna, che ha collaborato prima alla definizione e poi allo sviluppo del percorso fin dall’inizio.
«La firma di oggi segna un passaggio strategico per l’intera comunità emiliano-romagnola» – dichiara il presidente ANCI Emilia-Romagna Marco Panieri. «Come ANCI Emilia-Romagna abbiamo partecipato attivamente a questo percorso fin dall’inizio, portando al tavolo la voce, i bisogni e le priorità dei nostri Comuni, che rappresentano il primo presidio democratico e il punto di contatto più immediato con i cittadini.
L’introduzione dell’economia sociale come terzo pilastro, accanto a lavoro e clima, risponde esattamente alla realtà che i sindaci affrontano ogni giorno: la necessità di tenere insieme competitività economica, sostenibilità ambientale e tenuta sociale delle nostre comunità.
Per gli enti locali le priorità indicate nel documento sono concrete e quotidiane. Difendere la sanità pubblica e i servizi alla persona, garantire l’accesso alla casa per le famiglie e i giovani, investire con decisione sulla sicurezza e sulla cura del territorio di fronte alle criticità del dissesto idrogeologico sono sfide che richiedono risposte coordinate. Nessun Comune può farcela da solo, ma insieme, facendo squadra tra Regione, parti sociali ed enti locali, possiamo governare le trasformazioni in atto.
Questo Patto riconosce il ruolo centrale delle comunità locali nel ricucire i divari territoriali, valorizzando tanto i grandi centri quanto le aree interne e montane. È una visione condivisa che mette al centro il lavoro dignitoso, la coesione sociale e il benessere delle persone, tracciando una rotta chiara per il futuro dell’Emilia-Romagna.»
