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I Comuni non possono essere lasciati soli: l’allarme di ANCI Emilia-Romagna sulla tenuta dei bilanci comunali

Di ritorno dal Comitato Direttivo di ANCI, svoltosi oggi a Roma, il Presidente di ANCI Emilia-Romagna e Sindaco di Imola, Marco Panieri, interviene sulle crescenti difficoltà finanziarie degli Enti Locali e sulla necessità di garantire risorse adeguate ai Comuni, in una fase particolarmente delicata per la predisposizione dei bilanci di previsione 2027.

Dichiarazione di Marco Panieri, Presidente di ANCI Emilia-Romagna e Sindaco di Imola in scia con i tanti Sindaci dell’Emilia Romagna presenti.

“Come ANCI Emilia-Romagna, sulla scia delle richieste di ANCI Nazionale, sentiamo il dovere di lanciare un forte allarme sulla tenuta dei bilanci comunali. Gli Enti Locali rappresentano il primo presidio di prossimità per i cittadini e, proprio per questo, devono essere ascoltati e messi nelle condizioni di poter operare.

Stiamo attraversando una fase particolarmente delicata, proprio mentre i Comuni sono impegnati nella predisposizione dei bilanci di previsione per il 2027, da approvare entro la fine dell’anno. La difficoltà maggiore riguarda la spesa corrente, sempre più sotto pressione per l’aumento dei costi dei servizi, le dinamiche inflazionistiche a livello nazionale, trainate anche dalla componente energetica, e la crescita dei bisogni sociali delle nostre comunità. Il caro energia e il costo dei carburanti incidono sulle famiglie e sulle imprese, ma pesano direttamente anche sui bilanci comunali, dal riscaldamento delle scuole alla gestione degli impianti sportivi e degli edifici pubblici.

Siamo fortemente preoccupati per queste dinamiche, che rischiano di compromettere la capacità dei Comuni di garantire i servizi essenziali. Riteniamo assolutamente giusto e doveroso procedere con gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali, riconoscendo il valore del lavoro e delle professionalità che ogni giorno assicurano il funzionamento delle nostre amministrazioni. Tuttavia, se dal Governo non arrivano risorse adeguate a coprire questi maggiori oneri, così come quelli derivanti dai rinnovi dei contratti di servizio, il rischio concreto è che aumenti contrattuali non finanziati si traducano, di fatto, in tagli ai servizi per i cittadini. Non possiamo trovarci nella condizione di dover scegliere tra il giusto riconoscimento del lavoro delle persone e la tutela dei servizi pubblici.

A queste criticità si aggiungono le grandi sfide sociali che attraversano i nostri territori: dall’emergenza abitativa, ormai una vera emergenza nazionale, all’invecchiamento della popolazione, all’aumento delle fragilità e delle situazioni di solitudine. Bisogni che crescono non soltanto in termini quantitativi, ma anche per complessità, richiedendo interventi sempre più articolati e maggiori risorse. Il paradosso è che proprio mentre aumenta la domanda di sostegno da parte delle comunità, si riducono concretamente i margini di spesa dei Comuni per garantire risposte adeguate.

Inoltre, come già richiesto dal Presidente di ANCI Nazionale Gaetano Manfredi, ribadiamo la necessità che il Governo metta a disposizione dei Comuni circa un miliardo di euro per affrontare emergenze ormai indifferibili. Parliamo dell’aumento dei costi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e del costante incremento del fabbisogno di assistenza scolastica per gli alunni con disabilità, un servizio essenziale il cui peso economico grava sempre più sulle amministrazioni comunali. A questi si aggiungono il peso dei costi energetici e la necessità di rafforzare gli organici della Polizia Locale, con la richiesta di 12.000 nuove unità, per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza dei territori. Non è pensabile chiedere ai nostri agenti un impegno maggiore senza metterli nelle condizioni di operare in sicurezza e con adeguate coperture finanziarie.

Il tema non è soltanto riuscire a far quadrare i bilanci, ma garantire la sostenibilità dei servizi e la coesione sociale delle nostre comunità. I Sindaci sono abituati ad assumersi le proprie responsabilità e continueranno a farlo, ma non possono essere lasciati soli ad assorbire costi crescenti a fronte di risorse che rimangono sostanzialmente stabili.

Per queste ragioni, chiediamo al Governo, nell’ambito della predisposizione della Legge di Bilancio 2027, un coinvolgimento concreto degli Enti Locali e l’apertura di un confronto costruttivo con ANCI per individuare risposte strutturali, garantendo risorse adeguate, stabili e maggiore flessibilità nella gestione dei bilanci.

Non chiediamo di essere sollevati dalle nostre responsabilità, ma di essere messi nelle condizioni di esercitarle. Se ai Comuni viene chiesto di essere il primo presidio di fronte alle difficoltà economiche e sociali del Paese, è indispensabile che il Governo faccia la propria parte. Perché sostenere i bilanci dei Comuni significa, prima di tutto, tutelare i servizi, le famiglie e la qualità della vita dei cittadini.”

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