
Il progetto DATA EQUALITY ha tenuto il suo evento conclusivo sulle politiche, dal titolo “Colmare il divario sulla discriminazione algoritmica” , il 23 settembre 2026 ad Atene. L’evento ha riunito rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine, delle autorità pubbliche, del mondo accademico e della società civile per discutere di come gli strumenti basati sui dati e sull’intelligenza artificiale possano essere utilizzati tutelando al contempo i diritti fondamentali e l’uguaglianza.
DATA EQUALITY (Dati digitali per identificare, prevenire e contrastare la discriminazione intersezionale in ambienti Phygital basati sull’IA ) esamina come i dati e gli strumenti basati sull’IA possano sia rivelare che riprodurre la discriminazione, supportando al contempo i professionisti nell’identificazione e nella gestione di tali rischi.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Beatrice Sperotto, rappresentante della Corte d’Appello di Venezia, seguiti da una sessione dedicata all’uguaglianza dei dati, ai diritti fondamentali e alle sfide europee.
Le discussioni hanno riguardato il giusto processo e la parità delle armi nei procedimenti basati sui dati, i rischi procedurali nell’acquisizione e nell’analisi dei dati, incluso il caso Europol, e la frammentazione dei dati come potenziale fonte di discriminazione nel contesto delle decisioni quadro dell’UE sulla cooperazione giudiziaria.
La terza sessione si è concentrata sulle applicazioni pratiche, con esperti che hanno discusso della gestione legale degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale nelle indagini. La sessione ha inoltre presentato il progetto EXIS, finanziato dall’UE, ” Migliorare gli agenti di polizia nella lotta alla discriminazione e nella risposta efficace ai crimini contro le persone LGBTIQ+” , evidenziando approcci complementari per contrastare la discriminazione nelle forze dell’ordine.
La sessione conclusiva si è concentrata sul futuro della cooperazione giudiziaria nell’era dei big data e delle prove elettroniche. Gli esperti hanno discusso di come identificare e affrontare gli errori negli algoritmi in ambito giudiziario, compreso il ruolo dei modelli linguistici, sia di grandi che di piccole dimensioni. L’evento si è concluso con una sessione di domande e risposte e con alcune considerazioni finali su come i risultati e gli strumenti del progetto possano contribuire alle future azioni in materia di uguaglianza dei dati e non discriminazione.