Sicurezza urbana e contrasto alla criminalità: urgente riattivare l’interscambiabilità dei dati e sbloccare i decreti attuativi - ANCI Emilia-Romagna

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Sicurezza urbana e contrasto alla criminalità: urgente riattivare l’interscambiabilità dei dati e sbloccare i decreti attuativi

19 ottobre 2017

Il 13 ottobre l’Onorevole Marilena Fabbri  – parlamentare ed ex amministratore di un Comune dell’Emilia-Romagna – ha depositato presso il Ministero dell’Interno un’interrogazione (n.5-12449 del 13 ottobre 2017) finalizzata a riattivare l’interscambiabilità dei dati tra Forze dell’Ordine e Polizia Locale e velocizzare l’emanazione dei decreti attuativi legati alla nuova Legge n.48/2017 in materia di sicurezza urbana e integrata.
La legge ‘Minniti’ autorizza una spesa complessiva di 37 milioni di euro (7 milioni nel 2017, 15 milioni nel 2018 e altrettanti nel 2019) per l'installazione di sistemi di videosorveglianza  da parte dei Comuni, mentre la definizione delle modalità di presentazione delle richieste da parte dei Comuni e dei criteri di ripartizione delle risorse è demandata a un successivo decreto.

L'uso condiviso dei sistemi di videosorveglianza urbana tra Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani ha permesso indiscutibili successi investigativi: da circa due anni diverse pubbliche amministrazioni, attraverso i propri uffici di Polizia Locale, stanno investendo risorse in diverse soluzioni tecnologiche, tra cui telecamere intelligenti  in grado di leggere le targhe dei mezzi in circolazione, per poi avere la possibilità di ottenere in tempo reale dal Ministero dell'interno informazioni sulla presenza di veicoli segnalati come rubati. Dal 20 marzo 2017 però, il Viminale ha bloccato tutti gli accessi automatici alla banca dati, interrompendo il servizio senza preavviso.
Tale interruzione – secondo Fabio Fecci,  Vice Presidente Vicario di ANCI Emilia-Romagna con delega alla sicurezza urbana - va in contrasto con lo spirito del decreto Minniti, al quale si chiede di non fermarsi alla dotazione finanziaria, ma di concludere l’iter normativo emanando tempestivamente i decreti attuativi.

La nuova procedura prevede infine l'autorizzazione al collegamento con il server ufficiale del Ministero dell’Interno dei veicoli rubati, per il quale occorrono formalità tecniche e burocratiche lunghe e complicate. A fronte del problema, la richiesta al Governo è di attivarsi su diversi fronti:

  • riattivare il collegamento da parte degli organi che svolgono indagini alla banca dati dei veicoli rubati disponibile sul web
  • l'esonero da oneri di concessione o autorizzazione previsti per l’esercizio degli impianti di videosorveglianza urbana quando siano destinati ad esigenze di sicurezza e ordine pubblico (richiesta già accolta da parte del Governo)
  • conoscere i tempi per l’emanazione del decreto ministeriale relativo alle modalità di richiesta da parte dei Comuni interessati ad installare sistemi di videosorveglianza 
  • ripristinare l’accesso automatico alla banca dati dei veicoli rubati attraverso la motorizzazione, pratica già consentita gratuitamente per verificare la mancata copertura assicurativa e la regolarità delle procedure di revisione dei veicoli.

Dichiarazione di Fabio Fecci, Vice Presidente Vicario di ANCI Emilia-Romagna con delega alla sicurezza urbana

ANCI ER ringrazia l’Onorevole Fabbri per aver portato avanti un’iniziativa su un problema molto attuale per la Polizia Locale di questa regione, che da sempre rivendica la necessità di utilizzare i sistemi di video sorveglianza in modalità realmente condivisa con le altre Forze dell’Ordine, visto che questo tipo di esperienza – operativa fino a marzo 2017 - ha dato ottimi risultati in termini investigativi e di contrasto all’attività predatoria.
In particolare, Carabinieri e Polizia di Stato - fino all’unilaterale interruzione di servizio - hanno usato il sistema di video-sorveglianza comunale di ultima generazione per effettuare numerosi arresti e bloccare malviventi impegnati in furti e rapine e per non rendere vanificato le ingenti spese sostenute da parte dei Comuni per attivare questi nuovi strumenti tecnologicamente avanzati.

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