Regione e ANCI Emilia-Romagna formano gli Accertatori per l’Edilizia Residenziale Pubblica - ANCI Emilia-Romagna

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Regione e ANCI Emilia-Romagna formano gli Accertatori per l’Edilizia Residenziale Pubblica

Bologna, 14 dicembre 2017

Regione Emilia-Romagna e ANCI Emilia-Romagna hanno avviato un percorso formativo  volto a formare al ruolo di Accertatore dell’Edilizia Residenziale Pubblica . La figura acquisirà competenze finalizzate a garantire la conservazione e il corretto uso del patrimonio pubblico da parte degli inquilini, in particolare in quelle situazioni d'inefficacia degli altri strumenti di risoluzione dei contrasti.
L’Accertatore infatti integrerà gli interventi di mediazione sociale già ampiamente utilizzati dai Comuni e dalle ACER e dovrà garantire l’attuazione e il rispetto del Regolamento oltre l’approccio tradizionale coercitivo, per trasformarlo in uno strumento di co-gestione degli spazi comuni e di condivisione dei bisogni e delle soluzioni.

Questa figura dovrà rispondere in modo efficace ai bisogni di sicurezza, welfare, inclusione, sostegno e qualità della vita degli abitanti. Nell’esercizio delle funzioni di controllo avrà il compito di applicare il “Codice delle Sanzioni del regolamento d’uso degli alloggi e delle parti comuni”, e quindi di accertare e contestare le violazioni.

Il profilo è previsto dall’art.25 comma 3 e comma 9 lett. a); dall’art.30 comma 1 lett. b), c), h), h bis) e commi 3 e 4; dall’art.34 bis della L.R. 8 agosto 2001 n.24 e s.m.i.; dalla L.R. 28 aprile 1984 n.21 e s.m.i.; dalla L. 24 novembre 1981 n. 689 e s.m.i.

“La funzione di controllo e di accertamento nelle case popolari è importantissima” – ha dichiarato Elisabetta Gualmini  Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessora alle Politiche Abitative – “non solo con intenti punitivi (controllare che le dichiarazioni fiscali corrispondano a verità così come la composizione dei nuclei che effettivamente abitano nell'ERP) ma anche con intenti di mediazione sociale e di composizione o anticipazione di eventuali conflitti. Siamo contenti di aver contribuito a un corso che aumenterà le competenze e la preparazione di chi è preposto al controllo”.  

Il percorso formativo, finalizzato a costituire un elenco di persone idonee, vede la partecipazione di 25 persone provenienti dalle varie province  della regione.

“I Comuni, che sono i proprietari del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, anche grazie alla riforma realizzata dalla Regione hanno assunto un ruolo ancora più attivo nella definizione dei canoni oggettivi e delle decadenze” – ha affermato Raoul Mosconi del Coordinamento Politiche Abitative di ANCI Emilia-Romagna - “Sui territori le risposte ai bisogni abitativi sono diverse e articolate e i Comuni stanno fornendo strumenti come l'edilizia residenziale sociale, l'assegnazione dei fondi per sostenere i morosi incolpevoli a causa della perdita del lavoro e i contributi affitto a sostegno delle famiglie in difficoltà. Le funzioni di accertamento e verifica, quindi, diventano importanti per orientare verso risposte abitative diverse e, quando necessario, sanzionare gli assegnatari delle case ERP, per generare corresponsabilità e accompagnare all'autonomia abitativa singoli e famiglie”.

Il corso è articolato in una serie di moduli che vertono su argomenti quali il diritto amministrativo, civile e penale, le normative che regolano l’accesso e la permanenza all’ERP , le strategie di gestione delle criticità e le relazioni con gli utenti .

“Con questo corso di formazione” – ha dichiarato Andrea Casagrande , Rappresentante delle ACER dell’Emilia-Romagna – “le nostre Aziende potranno dotarsi di figure professionali in grado di intervenire, in accordo con le Amministrazioni Comunali, per l’applicazione dei regolamenti che gli stessi Comuni hanno adottato in materia. È un passo avanti nell’attuazione della legge Regionale e potrà favorire l’affermarsi, tra i nostri inquilini, della consapevolezza che la casa che stanno abitando è un bene pubblico e che come tale deve essere rispettato e ben utilizzato. A ciò si aggiunge la possibilità di integrare, anche se si tratta di approcci diversi, il lavoro già in atto con la mediazione sociale. La finalità è quella di prevenire i conflitti tra coloro che abitano in alloggi ERP e favorire una convivenza serena e solidale. Nelle realtà regionali in cui questa esperienza è già in atto, come testimoniato dai nostri colleghi, i risultati sono decisamente confortanti e ci inducono a proseguire su questa strada che le nostre Aziende hanno intrapreso in accordo con i Comuni di riferimento”.

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