Il nuovo Codice della Protezione Civile dal punto di vista dei Comuni
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Il nuovo Codice della Protezione Civile dal punto di vista dei Comuni


COMUNICATO STAMPA

Bologna, 26 marzo 2018

Questa mattina a Bologna il nuovo Codice della Protezione Civile è stato presentato a tutte le componenti del sistema regionale e locale . L'iniziativa della Regione Emilia-Romagna si poneva due obiettivi: approfondire le novità legislative introdotte dal Codice (DLGS n.1/2018) entrato in vigore il 6 febbraio e di fornire elementi di riflessione per il processo di riforma a livello regionale, a sindaci, volontari, forze dell’ordine, Vigili del fuoco, esponenti della comunità scientifica e di tutti i settori coinvolti nella sicurezza territoriale e protezione civile.

Dichiarazione di Fabio Fecci - Presidente di ANCI Emilia Romagna e Sindaco di Noceto (PR)

"Esprimo grande apprezzamento verso il lavoro di Governo e Parlamento per il nuovo Codice, che chiarisce alcuni aspetti fondamentali per consentire a noi amministratori locali un’azione amministrativa efficace: la conferma del Sindaco quale autorità territoriale di protezione civile , una regia unica a livello di Presidenza del Consiglio e la possibilità di gestire la protezione civile locale in forma associata  secondo ambiti ottimali. Noi siamo sempre stati favorevoli, tant’è che in Emilia-Romagna 41 Unioni su 44 (che includono 265 Comuni su 333) hanno la delega alla protezione civile, mentre i restanti proseguono nella gestione singola.

Per quanto riguarda le ricadute sull’attività degli Enti Locali (Art.12) abbiamo intenzione di proporre ai Comuni prima dell’estate alcuni momenti di confronto e riflessione. Sulla pianificazione di emergenza (Art.18), dopo Pasqua inizieremo un ‘tour’ in tutte le Unioni per verificare insieme i punti di forza e di debolezza, migliorare i sistemi locali di protezione civile e promuovere l’aggiornamento dei Piani. Di particolare rilievo è anche l’Art. 35 che definisce i Gruppi comunali di Protezione Civile come Enti del Terzo settore, prevede anche Gruppi intercomunali o provinciali e li inserisce nel panorama del volontariato organizzato di protezione civile. Dove già esistono, verificheremo la necessità di un adeguamento degli atti costitutivi. Noi vorremmo che in ogni Comune ci fossero il Sindaco, una struttura comunale anche piccola e un’associazione o gruppo comunale a lavorare insieme per il proprio ambito territoriale.

Lancio alcune proposte sulle attività da fare nel 2018 per migliorare ulteriormente il sistema.  Dall’approvazione del nuovo Codice discende anche la necessità di una revisione alla L.R. 1/2005  che regola il sistema di protezione civile emiliano romagnolo. Confermiamo come ANCI ER la disponibilità a collaborare alla definizione degli strumenti regionali e chiediamo alla Regione un percorso di condivisione che affronti tutti i temi sul campo e in particolare per definire le modalità di gestione degli eventi “di tipo b”, a scala sovracomunale e intra-regionale. Agli Enti locali occorre che sia ben chiara la filiera di attivazione e relazione tra Regione, Prefetture, Province (per quanto residua) e Strutture Operative a partire dai volontari."

intervento del Presidente ANCI ER Fecci

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