Co-progettare per migliorare il welfare regionale di comunità: dai fondi UE due progetti ‘di rete’ dedicati ai servizi socio-assistenziali territoriali - ANCI Emilia-Romagna

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Co-progettare per migliorare il welfare regionale di comunità: dai fondi UE due progetti ‘di rete’ dedicati ai servizi socio-assistenziali territoriali

I progetti FAMI ‘INTARSI’ e ‘BE.COM-ER’ per la qualificazione dei servizi socio-assistenziali: l’avvio del programma formativo alla presenza di Elly Schlein, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

1° dicembre 2020

Ieri mattina la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein  e la responsabile del coordinamento politico all’immigrazione ANCI Emilia-Romagna Gloria Lisi  hanno dato avvio alle attività formative connesse a due progetti, di respiro regionale, finanziati dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI). Entrambi le azioni si dispiegheranno in modo integrato su tutti i territori della regione , con l’obiettivo di qualificare i servizi socio-assistenziali  rivolti ai cittadini di Paesi Terzi :

  • il progetto “INTARSI - Azioni in rete per una comunità accogliente” , vede capofila l'Unione dei Comuni Valle Savio  e svilupperà nuovi modelli di intervento per la presa in carico integrata di nuclei familiari.  Il fine è quello di potenziare i servizi di inserimento sociale, lavorativo e abitativo, sviluppando percorsi personalizzati di autonomia e integrazione nelle comunità locali

  • il progetto "BE.COM-ER - Benessere di Comunità Emilia-Romagna - Azioni in rete per una comunità accogliente”  vede capofila il Comune di Ravenna  e si concentrerà sul potenziamento dei servizi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e inserimento  dei cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool.

I due progetti, finanziati da fondi dell’Unione Europea , coinvolgono tutte le città capoluogo  della regione insieme ad ANCI Emilia-Romagna e a una serie di partner del terzo settore . Le iniziative sono state co-progettate fin dalle prime fasi, con il duplice obiettivo di migliorare il sistema del welfare rafforzando le reti di stakeholder pubblici e privati di livello regionale, provinciale e locale e di potenziare i livelli di integrazione della filiera dei servizi territoriali per l’accoglienza.

Il cuore dei due progetti è un’azione di capacity building  che si concretizzerà in una serie di percorsi formativi gratuiti nel corso dei prossimi due anni, rivolti ad operatori pubblici, del terzo settore e del volontariato sociale . Contestualmente saranno avviate diverse attività sperimentali  mirate al miglioramento dei servizi territoriali.

Di seguito le dichiarazioni fornite dalle Autorità:

Elly Schlein  - Vicepresidente Regione Emilia-Romagna

“Oggi partono le azioni formative e sperimentali di due progetti di respiro regionale. Il merito delle nostre amministrazioni è che si sono messe in rete, coinvolgendo territori che hanno storie diverse tra loro.
Possiamo così immaginare una presa in carico a 360° degli utenti, andando incontro ai diversi bisogni che le singole persone esprimono. Il benessere degli altri, soprattutto delle persone più fragili, è anche il nostro, il benessere di tutte e tutti. La società più sicura è quella più inclusiva, che non crea marginalità e non lascia indietro nessuno.
La pandemia, inoltre, rischia di aumentare notevolmente le condizioni di disagio mentale. Pertanto questi progetti ci permetteranno di lavorare in maniera preventiva, mettendo in rete le competenze di amministrazioni pubbliche, terzo settore e volontariato attraverso una logica sinergica e pro-attiva”.

Gloria Lisi - Responsabile Coordinamento Politico Immigrazione ANCI Emilia-Romagna

“Il nostro ruolo di ANCI regionale è quello di supportare e coordinare i Comuni facendo sistema tra gli Enti Locali, in un'ottica di integrazione e scambio per tutto il territorio. Siamo felici di far parte di queste progettualità, fondate sul lavoro di rete e sulla condivisione di competenze. In questo modo ogni territorio è valorizzato e fa la sua parte.

I nostri Comuni in questi anni si sono spesi per costruire percorsi di accoglienza con un livello di qualità e competenza che è giusto valorizzare. Le risorse dei Fondi FAMI sono ossigeno per gli Enti Locali e daranno la possibilità ai Comuni di proseguire il lavoro fatto, ponendo una particolare attenzione verso chi si trova in maggiore condizione di disagio. Attraverso la formazione e le sperimentazioni i nostri Comuni potranno lavorare in maniera ancora più qualificata, per migliorare ulteriormente il livello di prossimità dei servizi”.

Carmelina Labruzzo  - Assessora ai Servizi per le persone e le famiglie Comune di Cesena

"I progetti Intarsi e Be.com-ER sono tappe di percorsi che ci vedono in prima linea nella ricerca e concretizzazione di servizi sempre più qualificati per l'autonomia delle persone e dei nuclei familiari che arrivano nelle nostre città. Accogliere, integrare, personalizzare i servizi: questi tre verbi esprimono al meglio le azioni di tutta la rete. Oggi è l'occasione per raccontare questi progetti e lo facciamo con la consapevolezza di vivere in una Regione all'avanguardia in tema di Servizi Socio-Assistenziali rivolti alle persone provenienti da Paesi Terzi".

Valentina Morigi - Assessora all’Immigrazione Comune di Ravenna

“I progetti FAMI si stanno rivelando un ottimo strumento per intervenire su alcune criticità, al fine di migliorare la capacità di risposta integrata della rete dei servizi territoriali. Becomer, Smart, Intarsi, Epi, Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia, Impact Casp – ER II, Familia, conferiscono flessibilità all’azione istituzionale e migliorano l’efficacia delle politiche territoriali, rendendo possibili strategie di lavoro basate sulle reti governate: operazione non semplice, né scontata. Davanti a interventi che per la loro complessità richiedono necessariamente il coinvolgimento di una pluralità di attori, impegnati a vario titolo nei percorsi di autonomia dei cittadini migranti, queste progettualità consentono il consolidamento di un approccio multidisciplinare e la sperimentazione di innovazioni sociali”.

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