Tributi in Comune - N.3 del 04/09/2015 - ANCI Emilia-Romagna

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Tributi in Comune - N.3 del 04/09/2015

Newsletter tematica di ANCI Emilia Romagna

NOTIZIE DA ANCI EMILIA ROMAGNA

  • Nota relativa alla riduzione TARI per devoluzione generi alimentari

    09/07/2015 - Nota ANCI Emilia-Romagna: Riduzione TARI per devoluzione generi alimentari.  Proposta di modifiche al regolamento TARI al fine di prevedere un’agevolazione per i soggetti che donano le proprie merci per finalità sociali

    In allegato il testo completo.

     

NOTIZIE DA IFEL

GIURISPRUDENZA

Cass. civ. Sez. V, Sent., 07-08-2015, n. 16610

Processo tributario – L’impugnazione dell’atto sana I vizi di notifica sia in caso di nullità che inesistenza della notifica -   “Non v'è, invero, alcuna ragione per discostarsi dal consolidato principio di questa Corte, secondo cui 'la notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento dell'atto di imposizione fiscale, sicché la sua nullità è sanata, a norma dell'art 156 c.p.c., comma 2, per effetto del raggiungimento dello scopo, il quale, postulando che alla notifica invalida sia comunque seguita la conoscenza dell'atto da parte del destinatario, può desumersi anche dalla tempestiva impugnazione, ad opera di quest'ultimo, dell'atto invalidamente notificato" (Cass. 5057/2015); nè a diversa conclusione può giungersi ipotizzando una inesistenza della notifica (…);  al riguardo, proprio con riferimento alla supposta inesistenza, è stato condivisibilmente precisato che, costituendo (come detto) la notificazione dell'atto amministrativo d'imposizione tributaria una condizione integrativa dell'efficacia della decisione assunta dall'Ufficio finanziario e non un requisito di giuridica esistenza e perfezionamento dell'atto, sia il vizio di nullità della notifica sia quello di inesistenza della stessa sono irrilevanti, ove l'atto, come desumibile nel caso di specie dalla proposta rituale impugnazione, abbia raggiunto Io scopo " (Cass. 654/2014; Cass. 13852/2010).

Cass. civ. Sez. Unite, Ord., 21-07-2015, n. 15201

Rendita catastale – Impugnazione da parte del Comune – Giudice competente è il Giudice tributario e non quello amministrativo, diversamente da quanto statuito da Cass. civ. Sez. Unite, Ord., 19-01-2010, n. 675 –  “Alla luce del dettato del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 2, prevedente la giurisdizione del giudice tributario sulle controversie concernenti - tra l'altro - la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale, ed escluso che l'inciso "promosse dai singoli possessori" sia idoneo a condizionare i limiti della giurisdizione riconosciuta al suddetto giudice, deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice tributario anche nelle ipotesi in cui, come nella specie, la rendita o l'atto di classamento siano impugnate dal Comune e non (o non solo) dal contribuente."

Cass. civ. Sez. V, Sent., 21-07-2015, n. 15294

Processo tributario – Disapplicazione delle sanzioni solo se richieste dal ricorrente – “Va condiviso e ribadito il principio secondo il quale la disapplicazione, da parte del giudice, delle sanzioni per violazioni di norme tributarie (ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 8, D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, comma 2, e L. n. 212 del 2000, art. 10, comma 3), qualora accerti che le stesse sono state commesse in presenza ed in connessione con una situazione di oggettiva incertezza nell'interpretazione normativa (da riferire non al contribuente, nè all'Ufficio, bensì al giudice stesso), è possibile - anche in sede di legittimità - solo se domandata dal contribuente nei modi e nei termini processuali appropriati, cioè, secondo i principi generali in tema di processo tributario, sin dal ricorso introduttivo"  (Cass. nn. 25676 del 2008, 24060 del 2014)”.

Cass. civ. Sez. V, Sent., 15-07-2015, n. 14765

ICI – Area destinata a servizi pubblici – Assoggettabilità –  “In ragione di quanto ritenuto da questa Corte pertanto è vero che la specifica destinazione dell'area e la sua inclusione del Piano regolatore generale come "zona destinata a servizi pubblici o di interesse pubblico" non esclude il carattere oggettivo di area edificabile secondo lo strumento urbanistico generale e l'appartenenza alla predetta categoria in base al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, ma, casomai, incide piuttosto nella determinazione del valore venale dell'immobile, che dovrà essere parametrato alla maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie. Infatti posto che l'edificabilità di un'area dipende dalla sua inclusione come tale nel PRG, condizione necessaria e sufficiente per la sua assoggettabilità all'ICI, i vincoli di inedificabilità assoluta, stabiliti in via generale e preventiva, devono tenersi distinti dai vincoli di destinazione per la realizzazione della linea ferroviaria che non fanno venir meno la originaria natura edificabile dell'area secondo il Piano Regolatore Generale”.

Cass. civ. Sez. VI - 5, Ord., 13-07-2015, n. 14547

Processo tributario - Conciliazione – Estinzione giudizio solo con il pagamento – Gli atti dichiarativi delle varie specie di conciliazione previste nel giudizio tributario dal D.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 48, non determinano di per sè la cessazione della materia del contendere, producendosi tale effetto solo quando, con il versamento della somma concordata, gli stessi siano divenuti efficaci e perfetti. La sentenza dichiarativa dell’estinzione del giudizio deve essere emessa solo dopo che la Commissione ha accertato l’avvenuto pagamento delle somme concordate.

Cass. civ. Sez. V, Sent., 08-07-2015, n. 14226

ICI – Scuole paritarie – Retta scolastica – Attività commerciali – “Nel caso di specie si tratta della gestione di una scuola paritaria i cui utenti (per quanto risulta dalla stessa sentenza impugnata) pagano un corrispettivo, che erroneamente il giudice di merito ritiene irrilevante ai fini ICI, in quanto è un fatto rivelatore dell'esercizio dell'attività con modalità commerciali. Altrettanto erroneamente il giudicante attribuisce rilievo al fatto che la gestione operi in perdita (questione assolutamente priva di rilievo, in quanto anche un imprenditore può operare in perdita) e ritiene che l'esenzione spetti sempre laddove l'ente si proponga finalità diverse dalla produzione di reddito".

Cass. civ. Sez. V, Sent., 10-06-2015, n. 12006

Sanzioni – Accertamento con adesione non accolto – Riduzione delle sanzioni solo con il pagamento nei 60 giorni -   “Con l'istituto della cd. definizione agevolata delle sanzioni ("definizione in via breve"), disciplinato, per quanto interessa nel caso di specie, dal D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 17, comma 2, viene consentito al contribuente di estinguere l'obbligazione sanzionatoria nascente dalla violazione commessa, pagando, entro un determinato termine, una somma a titolo di sanzione amministrativa di ammontare pari ad un quarto (ora un terzo) delle sanzioni irrogate; siffatta definizione agevolata è riferita solo alle sanzioni (v. in tal senso anche circolare Amministrazione Finanziaria n. 180/98) e comporta quindi l'estinzione dell'eventuale controversia solo limitatamente ai profili sanzionatoli derivanti dalla violazione delle norme tributarie, ferma restando la contestabilità in sede giudiziale degli aspetti legati al pagamento dell'imposta da cui scaturisce la sanzione; (…) la società contribuente ha presentato in data 11-11-2004 istanza di accertamento con adesione, non andata poi a buon fine; di conseguenza, per quanto sopra precisato, la contribuente ha perso, attesa appunto la presentazione dell'istanza e l'esito negativo della stessa, sia la possibilità di ottenere la riduzione delle sanzioni, prevista dal D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 2, comma 5 solo a seguito di definizione positiva, sia la possibilità di far ricorso all'acquiescenza di cui al D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 15, espressamente condizionata proprio alla rinuncia a formulare istanza di accertamento con adesione; la presentazione dell'istanza di accertamento con adesione non consente, infine, alla contribuente di potere beneficiare della definizione agevolata delle sanzioni di cui al D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 17, comma 2, concernente le sanzioni in generale, atteso che, in ordine alle "sanzioni per le violazioni concernenti i tributi oggetti dell'adesione commesse nel periodo di imposta", vi è la specifica previsione di cui al D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 2, comma 5 e art. 15, comma 1”.

CIRCOLARI - RISOLUZIONI - COMUNICATI

Agenzia Entrate

Circolare n. 29/E del 7 agosto 2015 - Sulla non trasmissibilità delle sanzioni agli eredi

Ministero dell’economia

Risoluzione n. 7/DF del 13 luglio 2015 - Imposta municipale propria (IMU) e Tributo per i servizi indivisibili (TASI). Immobili utilizzati da enti non commerciali per l'attività di ricerca scientifica

Ministero dell’economia

Risoluzione n. 6/DF del 26 giugno 2015 - Immobili posseduti da cittadini italiani residenti all’estero. Imposta municipale propria (IMU), Tributo per i servizi indivisibili (TASI) e Tassa sui rifiuti (TARI)

NORMATIVA

Decreto legge  ENTI LOCALI 19 GIUGNO 2015 n. 78 convertito in legge 125/2015

Domande frequenti

 

Progetti speciali

  • Accordo fra Agenzia delle Entrate e Comuni per il recupero dell’evasione fiscale.

  • Percorsi, opportunità e strategie per i Comuni in Regione, in Italia e in Europa.

 

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